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Cercavi forse “mazzo”? Campagna Google

Da giovane a vecchissimo senza passare per i quaranta e i cinquanta

Il target tra i 46 e i 54 anni è spesso trascurato: nella comunicazione, salvo per prodotti specifici (le celebri creme anti età che hanno come testimonial delle fighe che dal vero io non ho mai visto e che dovrebbero avere 50 anni), sono di rado presi in considerazione, soprattutto a favore dei più dinamici trentenni.

In realtà i dati Nielsen dovrebbero farci pensare:

- il target è il più importante per 1023 tipologie di prodotto su 1083

- solo il 5% degli investimenti pubblicitari è destinato loro, sebbene la loro capacità di spesa rappresenti circa il 38,5 del totale.

- Guardano la TV, possiedono la banda larga e utlizzano i social media

Questi dati sono relativi agli Stati Uniti, dove probabilmente la classe media ha un comportamento più giovanile di quanto avvenga in Italia, ma i tempi stanno indubbiamente cambiando; basta guardarsi attorno.

Augmented reality: per ora, in reality, poca roba

L’augmented reality è una di quelle tecnologie che sono curioso di vedere cosa potranno partorire tra due o tre anni. Per chi vivesse recluso in un eremo, si tratta in sostanza di aggiungere informazioni o grafica ad immagini reali tramite lo schermo del computer o, meglio, tramite quello di uno smartphone.

Le aziende stanno iniziando a sfruttare questa tecnologia, in questa fase più per stupire che per una reale necessità di informazione.

Staremo a vedere.

Qui qualche esempio interessante.

Lego: una storia di successo

Ne avevamo già parlato qui.

Lego, negli ultimi anni, dopo aver superato una crisi che ne aveva messo rischio l’esistenza, è riuscita a ricostruire la sua immagine e il suo mercato, dando grande importanza agli adulti, ossia a coloro che sono cresciuti con questo gioco.

Il fatto che nel web si trovino numerose costruzioni come questa, è sintomatico di un successo che non accenna a diminuire.

A New York, qualche settimana fa, ha aperto un nuovo bellissimo Lego shop

Viral e rimedi

Il primo caso che mi viene in mente è quello di Blair Witch Project, il cui successo fu dovuto anche, sebbene non solo, alla diceria planetaria che si trattasse di un documento reale.
Oggi la procedura, realizzare un video, far credere che sia vero e lasciare al web il compito di trasformarlo in un fenomeno, è pratica quotidiana e persino il pubblico più ingenuo inizia a intravedere i fili che reggono il burattino.

Gli esempi, dai ragazzi che indossano al volo i rayban, a quello che salta dentro i jeans, sono ormai innumerevoli.

La mia opinione è che sia passata la fase della generale incredulità, e che quello che conti sia l’idea, la confezione, la capacità di far sorridere o stupire.

D’accordo: se siamo capaci di finire persino nel TG con un fake, tanto di cappello, ma non credo sia il vero o il falso il fattore determinante il successo per una campagna virale. Lo è invece la sua capacità di sorprenderci.

Io sono in dieta dal 2001: campagna youtube di Findus

Una pizza surgelata è pronta in 3 minuti: parte da questa constatazione una originale campagna realizzata da Findus e Dailymotion su Youtube.

In pratica in alcune centinaia di video, dopo 3 minuti, compare il pulsante pausa e parte un mini spot. Non rivelo i dettagli, anche perchè è molto più bello visto che raccontato.

Il video è qui



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