L’italiana abitudine di gesticolare come dei matti ha ispirato questo divertentissimo video che promuove…delle moto.
Bella idea.
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L’italiana abitudine di gesticolare come dei matti ha ispirato questo divertentissimo video che promuove…delle moto.
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Ormai la produzione di video e materiali “virali” è talmente diffusa che l’effetto è quasi sempre un consapevole “embè”, dopo un sorriso che può esserci o no.
Però se il materiale è originale e ben fatto, nostro malgrado, continua ad avere il suo effetto nel web, dove evidentemente si ha una implacabile fame di cazzate, ben più che di informazioni.
Questa la campagna di lancio di Resident Evil effettuata a Madrid.
Embè?

In occasione della Giornata dell’amico, in Argentina, l’agenzia Ogilvy di Buenos Aires ha creato un distributore di Coca Cola che invita alla cooperazione: se mi fai salire sulle spalle, prendo una bibita gratis per te, in pratica.
Bella idea divertente.
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Divertente evento per il lancio del Sony Ericsson Xperia X10 mini, la cui caratteristica principale, si intuisce, è la compattezza.
Mi chiedo se questi divertenti eventi, che lasciano effettivamente libero sfogo ai creativi e sono quindi interessanti per gli addetti ai lavori, continuino ad avere efficacia o stiano cadendo, se non altro per saturazione, nella fantozziana sindrome Potemkin.
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Non è una novità, ma continuo a reputarla una operazione intelligente e efficace.
Burberry, dopo il boom degli anni Ottanta e Novanta, era giunta ad essere percepita come una marca un po’ da vecchi, soprattutto il caro buon trench.
Campagne pubblicitarie con soggetti giovani, musica di tendenza e una ricca community di indossatori di trench che da tutto il mondo inviano le loro foto. Lo stile è quello del fenomeno The Sartorialist, che ha infatti collaborato. Tutto veramente molto chic. Anche su Facebook, twitter e chi più ne ha più ne metta.
Se non fosse caldo andrei a comprare un trench.
OK Go è una band che ha scelto You Tube come principale strumento di promozione. La strategia? video semplici, low budget, ma molto originali. I loro video sono stati visualizzati milioni di volte trasformandoli in delle web stars.
“What we like about the Internet is that it gives us the opportunity to share the things we make directly with people… it’s a creative person’s dream,” spiega il frontman Damian Kulash.
Ora, appoggiati da una etichetta, hanno lanciato anche un concorso su Facebook, invitando a caricare il loro video “End love” nel loro profilo. Chi collezione più commenti vince un I-Pad.
Nel loro caso si può dire che la creatività sia la chiave del successo e il web in tal senso offre vaste opportunità.

Il primo caso che mi viene in mente è quello di Blair Witch Project, il cui successo fu dovuto anche, sebbene non solo, alla diceria planetaria che si trattasse di un documento reale.
Oggi la procedura, realizzare un video, far credere che sia vero e lasciare al web il compito di trasformarlo in un fenomeno, è pratica quotidiana e persino il pubblico più ingenuo inizia a intravedere i fili che reggono il burattino.
Gli esempi, dai ragazzi che indossano al volo i rayban, a quello che salta dentro i jeans, sono ormai innumerevoli.
La mia opinione è che sia passata la fase della generale incredulità, e che quello che conti sia l’idea, la confezione, la capacità di far sorridere o stupire.
D’accordo: se siamo capaci di finire persino nel TG con un fake, tanto di cappello, ma non credo sia il vero o il falso il fattore determinante il successo per una campagna virale. Lo è invece la sua capacità di sorprenderci.